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Cronistoria del Cantiere Navale CBZ di Fiesco Cremona

Claudio Concari
Sembra curioso che nel cuore della pianura padana, lontano da laghi e mari, si
trovi il cantiere navale CBZ, tuttavia solo apparentemente tale presenza è
strana. Infatti nella zona nel lontano 1956 Danilo Cattadori fonda a Fiesco (CR)
e successivamente a Offanengo (CR) l’Alpa, un cantiere che produce barche a
vela, tra cui il Flying Dutchman che nel 1960 vince le Olimpiadi di Roma.
L’Alpa in qualche modo dà il la e da allora è un fiorire di cantieri
navali. Tra di essi spicca la Plastivela che a partire dagli anni settanta
inizia a produrre a Fiesco (CR) una serie di barche a vela a firma di Angelo
Zangrandi, progettista che ha collaborato in precedenza con l’Alpa. Nascono così
il Tucano di m 5.60; il Bucero di m 6.60; il Kudu di m 7.60 che deve il suo
successo alla novità presente nell’interno: in esso proponeva soluzioni
abitative simili a una roulotte; il Gura di m 7.30; il Mousse di m 9.09 e il
Mousse 99 di m 10 che vincono diverse edizioni della 500 x 2, la Giraglia e
numerose Centomiglia del Garda. La Plastivela produce anche il Farr 740 a firma
di Bruce Farr.

Giuseppe Berlonghi
Claudio Concari, che nel 1988 fonda a Fiesco (CR) il Cantiere CBZ insieme a
Giuseppe Berlonghi, muove i primi passi proprio all’interno della Plastivela. La
CBZ inizia la sua attività allestendo piccoli cabinati a motore per un
importante cantiere italiano, la Rio, attività che continua ancora oggi su
cabinati di dimensioni più grandi. Successivamente la passione per la vela, mai
assopita, rinasce e la CBZ, che ha acquistato dopo la chiusura della Plastivela
gli stampi del Farr 740, si mette in contatto con Bruce Farr per produrre in
esclusiva per l’Italia il piccolo cabinato. La collaborazione con Farr continua
e qualche anno dopo CBZ produce il Farr 31 IMS, di circa m 9.60; gli stampi di
questa imbarcazione vengono realizzati da una barca importata dalla Nuova
Zelanda.
Nel 1996 inizia una nuova collaborazione con il cantiere californiano US Yachts
Corporation per la costruzione in Europa di un piccolo cabinato a vela di m
6.30. L’imbarcazione, chiamata Ultimate 20 ma più conosciuta con il nome di U20,
è stata prodotta in circa 70 esemplari. Grazie alla collaborazione americana la
CBZ ha appreso nuove tecniche di lavorazione, come ad esempio lo stampaggio
degli scafi con la tecnica del sottovuoto.
Tra i progetti futuri c’è da un lato la realizzazione di un’imbarcazione a vela
DI QUANTI METRI?, attualmente in fase di ideazione; dall’altro si inizierà a
produrre scafi con la tecnica dell’infusione (stampaggio di scafo e coperta in
un’unica soluzione), mettendosi così in linea con i maggiori cantieri esistenti.
Grazie alle piccole dimensioni del cantiere, CBZ riesce a soddisfare tutte le
richieste del cliente: allestimenti e modifiche sia nel settore della
falegnameria sia nel settore della plastica. Tra le sue attività la CBZ si
occupa anche di:
-
allestimenti di interni su barche a vela e a motore fino a 12 m
-
riparazioni su imbarcazioni di ogni tipo: stampaggio di vetroresina; verniciatura con
gelcoat; tappezzeria; falegnameria; impianti elettrici e idraulici.
CBZ produce anche modelli e stampi in vetroresina per tipologie di mercati
diverse da quello navale, come ad esempio per il settore automobilistico e
edile.

Claudio e Giuseppe
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